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Il nostro NO ai medici-spia

Il Senato ignora l’allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche e approva, poche ore fa, il vergognoso emendamento della Lega al ddl Sicurezza che sopprime la norma che vietava ai medici di segnalare gli immigrati irregolari che chiedono assistenza al Servizio Sanitario Nazionale.

L’emendamento sopprime il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell’immigrazione, che recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
L’abrogazione del comma 5 lascia apre alla  possibilità concreta per l’immigrato irregolare di essere segnalato e/o denunciato da parte del personale sanitario contestualmente all’erogazione della prestazione sanitaria richiesta. Tale rischio non farà altro che accrescere paura e diffidenza  nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, inducendolo a non ricorrere al Servizio Sanitario Nazionale e, di conseguenza, a ricercare pericolose soluzioni alternative.

“Siamo sconcertati per la scelta del Senato di aver consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile”, ha dichiarato Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. “Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione”.
La norma è presente nel nostro ordinamento fin dal 1995, attraverso l’art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95. Il razionale della norma non è soltanto quello di fornire aiuto e cura agli immigrati irregolari, ma anche quella di dare piena attuazione all’art. 32 della Costituzione, secondo cui la salute è un diritto della persona tutelato dalle istituzioni, senza limitazioni di alcuna natura.
Ci opponiamo con forza a questo emendamento e in generale al vergognoso disegno di legge Sicurezza, che prevede, tra l’altro, il pagamento di una tassa da parte degli immigrati che chiedono  il permesso di soggiorno e la legalizzazione delle cosiddette “ronde padane”, con l’auspicio che le tante voce infinitamente più autorevoli della nostra, che si levano da tempo dalle diverse comunità professionali e dalla società civile non restino inascoltate e inducano la Camera dei Deputati a rivedere la posizione già assunta dal Senato sul comma 5 dell’articolo 35 del Testo unico di disciplina dell’immigrazione.

Carmen Pernicola

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La procedura per la tutela e difesa delle madri esposte a rischi lavorativi

Il Decreto Legislativo 151/2001 recante “Testo unico delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità” impone al datore di lavoro (D.Lgs.645/98 e Legge 53/00 e D.Lgs.151/2001) di valutare i rischi anche in relazione alla gravidanza ed all’allattamento, ed  identificare i luoghi di lavoro “sicuri” ove  permettere alla donna in gravidanza di continuare a svolgere la sua attività.

Tale tutela prevista dalla legge è rivolta a tutte le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, in formazione lavoro, part-time, socie di cooperative o di società, le utenti dei servizi di orientamento e formazione scolastica, universitaria, professionale.
la lavoratrice, accertato lo stato di gravidanza  lo comunica al Datore di Lavoro con un certificato medico di gravidanza rilasciato su carta intestata del S.S.N a firma di un medico di una struttura pubblica o convenzionata con il S.S.N. Continued…

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La malattia di Alzheimer: perdere i ricordi è perdere sé stessi

Ogni mattino Carlo si scopre innamorato della stessa donna, Elena, e la corteggia timidamente sebbene lei sia già sua moglie e lui non lo ricordi.
E’ la trama del cortometraggio “Ogni Giorno” con Stefania Sandrelli e Carlo delle Piane, realizzato da SKY Cinema e Nuvola Film con il sostegno della Federazione Alzheimer Italia, che narra con delicatezza un’esperienza drammatica come la malattia di Alzheimer, che colpisce la memoria, e che cancella i ricordi di una vita.

La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più diffusa nei paesi industrializzati. In Italia colpisce circa 600.000 persone e si calcola che nei prossimi vent’anni questa cifra raddoppierà.
Si tratta di una forma di demenza progressiva, dovuta a un processo degenerativo a carico di numerose cellule nervose della corteccia cerebrale e di altre aree del cervello.
Prende il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che nel 1906 osservò alcuni cambiamenti nei tessuti cerebrali di una donna morta a causa di un’insolita malattia mentale. Continued…

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Quando il pedone investe il veicolo. Normativa e giurisprudenza a confronto

Non sempre in caso di investimento del pedone la responsabilità di un sinistro è imputabile al conducente del veicolo, specialmente laddove la causa esclusiva o quantomeno prevalente dell’accaduto sia stata la condotta gravemente imprudente e disattenta del pedone.

E’ la storia capitata ad un conducente di un motoveicolo che, in una giornata come tante altre, si trovava a circolare in una strada trafficata di Roma. Mentre si accingeva a superare l’incrocio, sopraggiungeva d’improvviso un ragazzo che, noncurante che la luce rossa del semaforo vietasse ai pedoni di oltrepassare la carreggiata, si lanciava di corsa andando così ad urtare la moto.

L’esito del sinistro è apparso a dir poco anomalo: mentre il ragazzo non riportava alcuna lesione rilevante dallo scontro, il conducente il motoveicolo, che aveva tentato di evitare la collisione frenando bruscamente, scagliato con violenza sulla carreggiata veniva ricoverato d’urgenza in ospedale e sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico.  Continued…

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