
La fobia specifica, conosciuta in precedenza come fobia semplice, è definita attraverso il seguente set di criteri diagnostici (DSM-IV): paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (es volare, altezza, animali, ricevere un’iniezione, vedere sangue).
Punto centrale della questione a mio avviso non è tanto mettere a fuoco e capire cosa abbia originato tale paura, quanto comprendere ciò – che nel presente – ne favorisce il suo mantenimento, o quali comportamenti, azioni e pensieri ne sono alla base, indipendentemente da ciò che l’ha generata inizialmente.
La persona che ha una fobia specifica a volte crede che la sua paura sia assurda, infondata e spesso prova vergogna a sentirsi così.
La reazione che si determina è quindi una reazione a catena che può iniziare con l’insorgere di pensieri pessimistici dai quali poi scaturiscono sensazioni di impotenza fino a veri e propri stati depressivi. Processo che generalmente si verifica nel momento in cui ogni tentativo di curare autonomamente la propria paura, o di sopportare l’ansia che deriva non va a buon fine. Si crea in questo modo un circolo vizioso che alimenta piuttosto che fornire soluzioni al problema.
Tale meccanismo disfunzionale porta la persona a soffrire in anticipo dell’ansia relativa all’oggetto della fobia e si definisce appunto ansia anticipatoria che potremmo definire ancora meglio come paura della paura. Da tale situazione spesso la persona tenta di liberarsi evitando l’oggetto o la situazione che le producono ansia o crisi di panico propriamente dette e descritte, da chi le soffre come una crisi isterica, nervosa …Ma non essendo evitabili con facilità tutti gli stimoli: oggetti o situazioni, che conducono alle fobie, la persona si sente spesso in imbarazzo evitando così anche le relazioni sociali e/o limitando le proprie attività (accade spesso, quando le fobie sono legate a situazioni, a luoghi, persone o mezzi di trasporto).
La richiesta, da parte di chi soffre di questi disagi, dell’intervento di uno psicologo a volte è bloccato a causa dell’imbarazzo che provano anche solo al pensiero che il loro problema sia ritenuto assurdo; altri pazienti pensano che lo psicologo non possa realmente aiutarli ma, attualmente, il trattamento psicologico è il mezzo più efficace, più breve e soprattutto non richiedente l’intervento farmacologico per la risoluzione di quasi tutte le forme fobiche e fobiche-ossessive.
La maggior parte delle persone che soffrono di forme fobiche non presentano una sola fobia “monofobia” ma più fobie contemporaneamente e spesso un forte stato di ansia in molte situazioni che potrebbero rivelarsi imbarazzanti. Anche in questo caso, come spesso accade per le situazioni d’ansia, sono molte le persone fanno uso di ansiolitici. Chi invece ne ha paura finisce per credere che la cura del suo problema sia impossibile.
Lo staff di Psicologia Legale – contattabile per eventuali consulenze inviando una e.m. all’indirizzo info@psicologialegale.it o chiamando il numero 067809928 – non utilizza metodologie di esposizione allo stimolo fobico per la terapia di questi disturbi, ma tecniche di comunicazione che mirano ad interrompere il circolo vizioso disfunzionale. Si chiede infatti l’aiuto del paziente stesso in fase preliminare per valutare il problema e successivamente per risolverlo.
L’obiettivo è la risoluzione delle fobie in tempi possibilmente brevi associata ad un incremento del senso di volizione ed il recupero della serenità nell’affrontare le situazioni alle quali quotidianamente la vita ci espone.
Loretta Cavazzini
3 Responses
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..la mia paura più buffa è stata causata dal famoso film d stephen king,IT…e dal giorno m fan impressione tutti i generi d clown,generalizzando ai trapezisti e ai mimi.senza tralasciare qlsiasi forma d imitazione del corpo umano come i manichini e i burattini….
tutto e iniziato il 12-11-2008 alla 29 sett di gravidanza del mio terzo bimbo .di pommeriggio nel cortile di casa mia sono stata agredita da 2 cani di grossa taglia e scapando sono caduta di pancia il bimbo e nato sano ma e nato alla 36 sett per la rottura premature delle menbrane e nato da un parto indotto. cmq da quel giorno non sono piu la stessa non dormo soffro di attachi di panico disturbo del sonno cioe non dormo piu e ho una ansia che non mi lascia e facio fatica ad uscire nel cortile di casa mia sono seguita da una psicolga e da un psicchiatra ma siccome allatto al momento e quindi prendo solo farmaco per dormire ma no serve a tanto vorrei sapere come posso uscire da questo incubo ….voglio tornare come prima
Mi chiamo chiara ho 17 anni ho sofferto di attacchi di panico mentre ora soffro solo d’ansia..sto migliorando lentamente..ognuno vince la cosa a suo modo ma i metodi sono 2: terapia farmacologica e/o psicoterapeuta..invito tutti nel mio sito
http://musinafelice.jimdo.com