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	<title>Centro di Psicologia Legale &#187; ansia</title>
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		<title>Fobie, attacchi di panico: combatterli è possibile.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Loretta Cavazzini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="Fobie, attacchi di panico: combatterli è possibile." src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine9.jpg" alt="" width="400" height="196" /></p>
<p>La fobia specifica, conosciuta in precedenza come fobia semplice, è definita attraverso il seguente set di criteri diagnostici (DSM-IV): paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall&#8217;attesa di un oggetto o situazione specifici (es volare, altezza, animali, ricevere un&#8217;iniezione, vedere sangue).<br />
Punto centrale della questione a mio avviso non è tanto mettere a fuoco e capire cosa abbia originato tale paura, quanto comprendere ciò &#8211; che nel presente &#8211; ne favorisce il suo mantenimento, o  quali comportamenti, azioni e pensieri  ne sono alla base, indipendentemente da ciò che l&#8217;ha generata inizialmente.<br />
La persona che ha una fobia specifica a volte crede che la sua paura sia assurda, infondata e spesso  prova vergogna a sentirsi così.<span id="more-1022"></span></p>
<p>La reazione che si determina è quindi una reazione a catena che può iniziare con l&#8217;insorgere di    pensieri pessimistici dai quali poi scaturiscono sensazioni di impotenza fino a veri e propri stati depressivi. Processo che generalmente si verifica nel momento in cui ogni tentativo di curare autonomamente la propria paura, o di sopportare l&#8217;ansia che deriva non va a buon fine. Si crea in questo modo un circolo vizioso che alimenta piuttosto che fornire soluzioni al problema.</p>
<p>Tale meccanismo disfunzionale porta la persona a soffrire in anticipo dell&#8217;ansia relativa all&#8217;oggetto della fobia e si definisce appunto ansia anticipatoria che potremmo definire ancora meglio come  paura della paura. Da tale situazione spesso la persona tenta di liberarsi evitando l&#8217;oggetto o la situazione che le producono ansia o crisi di panico propriamente dette e descritte, da chi le soffre come una crisi isterica, nervosa &#8230;Ma non essendo evitabili con facilità tutti gli stimoli: oggetti o situazioni, che conducono alle fobie, la persona si sente spesso in imbarazzo evitando così anche le relazioni sociali e/o limitando le proprie attività (accade spesso, quando le fobie sono legate a situazioni, a luoghi, persone o mezzi di trasporto).</p>
<p>La richiesta, da parte di chi soffre di questi disagi, dell&#8217;intervento di uno psicologo a volte è bloccato a causa dell&#8217;imbarazzo che provano anche solo al pensiero che il loro problema sia ritenuto assurdo; altri pazienti pensano che lo psicologo non possa realmente aiutarli ma, attualmente, il trattamento psicologico è il mezzo più efficace, più breve e soprattutto non richiedente l&#8217;intervento farmacologico per la risoluzione di quasi tutte le forme fobiche e fobiche-ossessive.</p>
<p>La maggior parte delle persone che soffrono di forme fobiche non presentano una sola fobia “monofobia” ma più fobie contemporaneamente  e spesso un forte stato di ansia in molte situazioni che potrebbero rivelarsi imbarazzanti. Anche in questo caso, come spesso accade per le situazioni d&#8217;ansia, sono molte le persone fanno uso di ansiolitici. Chi invece ne ha paura finisce per credere  che la cura del suo problema sia impossibile.</p>
<p>Lo staff di Psicologia Legale &#8211; contattabile per eventuali consulenze inviando una e.m. all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@psicologialegale.it">info@psicologialegale.it</a> o chiamando il numero 067809928 &#8211; non utilizza metodologie di esposizione allo stimolo fobico per la terapia di questi disturbi, ma tecniche di comunicazione che mirano ad interrompere il circolo vizioso disfunzionale. Si chiede infatti l&#8217;aiuto del paziente stesso in fase preliminare per valutare il problema e successivamente per risolverlo.<br />
L&#8217;obiettivo è la risoluzione delle fobie in tempi possibilmente brevi associata ad un incremento del senso di volizione ed il recupero della serenità nell&#8217;affrontare le situazioni alle quali   quotidianamente la vita ci espone.</p>
<p><strong>Loretta Cavazzini</strong></p>
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		<title>La richiesta di risarcimento danni</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 13:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/modulo-blu-o-cai.jpg"><img class="size-medium wp-image-425 alignleft" title="modulo-blu-o-cai" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/modulo-blu-o-cai.jpg" alt="" width="113" height="166" /></a>Se la responsabilità del sinistro non è tua o se ritieni ravvisabile almeno un concorso di colpa,  la richiesta di risarcimento va presentata alla tua Compagnia Assicurativa, preferibilmente insieme alla denuncia, sia nel caso l’incidente rientri nella tipologia prevista dall’Indennizzo Diretto, sia che non rientri.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di soli danni a cose nella richiesta di risarcimento occorre inserire le stesse informazioni richieste dal <strong>Modulo Blu</strong>, insieme al codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di <strong>lesioni personali del Conducente</strong> nella richiesta di risarcimento occorre comprendere ulteriori informazioni e documentazioni varie, tra cui la data di nascita e l&#8217;attività lavorativa del danneggiato, il reddito del danneggiato comprovato da idonea documentazione fiscale, la documentazione medica attestante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, l’eventuale consulenza medico-legale di parte corredata dall’indicazione del compenso del professionista, la dichiarazione, ai sensi dell’art.142 del Codice delle Assicurazioni, di aver o di non aver diritto a prestazioni da parte di Enti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono essere risarciti direttamente i seguenti danni:</p>
<p style="text-align: justify;">- Danni al veicolo (senza limite di valore e compresi quelli connessi all’utilizzo del veicolo stesso, come ad esempio fermo tecnico e/o traino);<br />
- Danni alle cose trasportate del proprietario del veicolo e del conducente (senza limiti di valore);<br />
- Lesioni di lieve entità al conducente (ovvero inferiori o pari al 9% di Invalidità Permanente) &#8211; Danno patrimoniale</p>
<p style="text-align: justify;">- Danno biologico temporaneo/permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tuo assicuratore è obbligato a formulare offerta di risarcimento <strong>entro 60 giorni</strong> dal pervenimento della richiesta per i danni alle cose o al veicolo ed <strong>entro 90 giorni</strong> per i danni alla persona.<br />
Il termine di 60 giorni si riduce a <strong>30 giorni</strong> se tu e il conducente dell’altro veicolo avete sottoscritto congiuntamente il modulo di constatazione amichevole (C.A.I.).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di <strong>danni al passeggero</strong>, il danneggiato è tenuto a presentare la richiesta di risarcimento alla Compagnia Assicurativa che assicura il veicolo sul quale si trovava al momento del sinistro, per poter ottenere il risarcimento indipendentemente dalla responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti e nei limiti del massimale minimo di legge.<br />
Per il risarcimento di <strong>danni superiori ai limiti dei massimali minimi di legge</strong>, bisogna rivolgersi alla Compagnia Assicurativa del responsabile, ma solo a condizione che la copertura prestata dalla stessa sia superiore al massimale minimo di legge.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff6600;">Per richiedere una Consulenza medico-legale o una Consulenza Legale e per fissare un appuntamento puoi inviare una email all’indirizzo <span style="color: #ff6600;"><a title="Richiedi info o Servizio" href="mailto:info@psicologialegale.it" target="_blank">info@psicologialegale.it</a></span> o chiamare il numero </span></strong><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"><span id="__skype_highlight_id_left" class="skype_tb_injection_left" title="Skype actions" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1);" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0);"><span id="__skype_highlight_id_left_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_l.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 7px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_l.gif" alt="" height="11" /></span><span id="__skype_highlight_id_left_img" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_flag" style="padding: 0px 1px 1px 0px; width: 16px; top: 0px; left: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/famfamfam/it.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_arrow" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/arrow.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /></span></span><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><span id="__skype_highlight_id_right" class="skype_tb_injection_right" title="Call this phone number in Italy with Skype: +39067809928" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1)" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0)"><span id="__skype_highlight_id_innerText" class="skype_tb_innerText" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" />06/7809928</span><span id="__skype_highlight_id_right_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_r.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 19px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_r.gif" alt="" height="11" /></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"></span></p>
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		<title>Denuncia di sinistro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 13:25:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per effettuare la denuncia di sinistro, per tutte le tipologie di incidente comprese o non comprese nella discilpina del risarcimento diretto, sia in caso di ragione sia di torto, occorre rivolgersi alla propria Compagnia Assicurativa, entro tre giorni dalla data in cui si è verificato il sinistro. La denuncia va presentata utilizzando il Modulo Blu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/incidente.jpg"><img class="size-medium wp-image-433 alignleft" title="incidente" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/incidente.jpg" alt="" width="190" height="127" /></a>Per effettuare la denuncia di sinistro, per tutte le tipologie di incidente comprese o non comprese nella discilpina del risarcimento diretto, sia in caso di ragione sia di torto, occorre rivolgersi alla propria Compagnia Assicurativa, entro tre giorni dalla data in cui si è verificato il sinistro.</p>
<p style="text-align: justify;">La denuncia va presentata utilizzando il Modulo Blu o CAI (Constatazione Amichevole di Incidente), in cui devono essere indicati:</p>
<p>- data del sinistro,<br />
- nomi degli assicurati,<br />
- targhe dei 2 veicoli coinvolti nel sinistro,<br />
- nome della Compagnia Assicurativa e numero di polizza della controparte,<br />
- descrizione dell&#8217;incidente,<br />
- dati di eventuali testimoni,<br />
- indicazione della presenza di eventuali verbali redatti da parte degli Organi di Polizia,<br />
- firma di entrambi i conducenti dei 2 veicoli coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff6600;">Per richiedere una Consulenza medico-legale o una Consulenza Legale e per fissare un appuntamento puoi inviare una email all’indirizzo <span style="color: #ff6600;"><a title="Richiedi info o Servizio" href="mailto:info@psicologialegale.it" target="_blank">info@psicologialegale.it</a></span> o chiamare il numero </span></strong><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"><span id="__skype_highlight_id_left" class="skype_tb_injection_left" title="Skype actions" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1);" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0);"><span id="__skype_highlight_id_left_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_l.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 7px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_l.gif" alt="" height="11" /></span><span id="__skype_highlight_id_left_img" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_flag" style="padding: 0px 1px 1px 0px; width: 16px; top: 0px; left: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/famfamfam/it.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_arrow" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/arrow.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /></span></span><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><span id="__skype_highlight_id_right" class="skype_tb_injection_right" title="Call this phone number in Italy with Skype: +39067809928" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1)" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0)"><span id="__skype_highlight_id_innerText" class="skype_tb_innerText" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" />06/7809928</span><span id="__skype_highlight_id_right_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_r.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 19px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_r.gif" alt="" height="11" /></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"></span></p>
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		<title>I due volti dello stress.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 13:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Loretta Cavazzini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai il termine è diventato di uso comune. E sta ad indicare l’esasperazione del modo di vivere, l’ansia che ne consegue, e la troppo forte sollecitazione alla quale si viene sottoposti ogni giorno.Stress ed ansia sono intimamente collegati, due facce della stessa medaglia. Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l&#8217;organismo subisce quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a title="stress.jpg" href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/stress.jpg"><img src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/stress.thumbnail.jpg" alt="stress.jpg" align="left" /></a></p>
<p align="justify"><span><span style="font-family: Verdana;">Ormai il termine è diventato di uso comune. E sta ad indicare l’esasperazione del modo di vivere, l’ansia<span> </span>che ne consegue, e la troppo forte sollecitazione alla quale si viene<span> </span>sottoposti ogni giorno.</span></span><span style="font-family: Verdana;"><span>Stress ed ansia sono intimamente collegati, due facce della stessa medaglia.</span><span style="font-size: 7.5pt; line-height: 115%; color: black;"> </span><span style="color: black;">Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l&#8217;organismo subisce quando è in atto un cambiamento nell&#8217;equilibrio tra organismo e ambiente. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana;"><span style="color: black;">L&#8217;ansia è una sua possibile conseguenza</span><span> </span></span><span><span style="font-family: Verdana;">Esistono due tipi di stress, uno cosiddetto buono (eustress) l’altro cattivo. </span></span><span><span style="font-family: Verdana;">Le modalità di risposta agli agenti stressanti variano a seconda della persona.</span></span><span><span style="font-family: Verdana;"> L’eustress, ossia la capacità di reagire in caso di pericolo o di situazioni allertanti, non ci nuoce anzi da sempre ci ha aiutato a sopravvivere agli agenti esterni che rivestivano un rischio, è stato in realtà una medicamento o difesa dalle aggressioni dell’ambiente.</span></span><span style="font-family: Verdana;"><span>La stessa cosa non può essere detta nel caso in cui le situazioni stressanti si facciano continue esasperando quel fattore che potenzialmente era positivo fino a<span> </span>trasformare l’eustress in distress cioè, fattore patologico capace di causare molti guai interferendo con il sistema neuroendocrino e quindi attivando la produzione di ormoni che alla lunga potranno alterare il nostro sistema nervoso, cardiovascolare, ghiandolare e immunitario.</span><strong><span style="font-size: 7.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; color: black;"> </span></strong></span><strong><span style="font-weight: normal; font-family: 'Verdana','sans-serif'; color: black;">Sono state individuate tre fasi nella risposta agli agenti stressanti</span></strong><span style="color: black;"><span style="font-family: Verdana;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: black;"><span style="font-family: Verdana;"></span></span><span style="color: black;"><span style="font-family: Verdana;">La <span style="text-decoration: underline;">fase <strong><span style="font-weight: normal; font-family: 'Verdana','sans-serif';">di allarme</span></strong></span>, l’agente stressante suscita nell&#8217;organismo un senso di allerta, definito arousal (attivazione), con conseguente attivazione dei processi psicofisiologici propri della reazione d&#8217;ansia (aumento del battito cardiaco, iperventilazione ecc.).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: black;"><span style="font-family: Verdana;">La <strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal; font-family: 'Verdana','sans-serif';">fase di resistenza</span></span></strong>, nella quale l&#8217;organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi anche se lo sforzo attuato è molto intenso. </span></span><span style="font-family: Verdana;"><span style="text-decoration: underline;"></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: black;">L<strong><span style="font-weight: normal; font-family: 'Verdana','sans-serif';">a fase dell&#8217;esaurimento</span></strong></span></span><span style="color: black;">, in cui l&#8217;organismo non riesce più a difendersi e la naturale capacità di adattamento viene a mancare.</span><span></span></span><span><span style="font-family: Verdana;">Tutta la ricerca sul cancro e la neuro-immunologia hanno da molto tempo rivolto l’attenzione a questo fattore per arrivare<span> </span>a comprendere le cause di questa trasformazione. Quindi bisognerebbe far si che lo stress giochi on noi il ruolo di alleato e non di nemico.</span></span></p>
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		<title>Dalla dipendenza materna ad altre dipendenze.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 16:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Loretta Cavazzini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapendo che uno dei traguardi evolutivi è quello dell&#8217;autonomizzazione, proviamo a riflettere su quali siano le origini della dipendenza (non sufficiente capacità di autonomia) che si riscontra in alcune persone. Quando nasce Il bambino è totalmente dipendente, crescendo inizia il processo di esplorazione che, prevedendo l&#8217;esposizione naturale al pericolo, attiva le ansie dei genitori i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a title="dipendenzeu.jpg" href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/dipendenzeu.jpg"><img src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/dipendenzeu.thumbnail.jpg" alt="dipendenzeu.jpg" width="135" height="140" align="left" /></a></p>
<p align="justify">Sapendo che uno dei traguardi evolutivi è quello dell&#8217;autonomizzazione, proviamo a riflettere su quali siano le origini della dipendenza (non sufficiente capacità di autonomia) che si riscontra in alcune persone.<br />
Quando nasce Il bambino è totalmente dipendente, crescendo inizia il processo di esplorazione che, prevedendo l&#8217;esposizione naturale al pericolo, attiva le ansie dei genitori i quali continuamente proporranno una maggiore vicinanza fisica. E&#8217; difficile infatti cercare di mantenere un equilibrio tra l&#8217;esposizione al pericolo e l&#8217;aiuto all&#8217;esplorazione.</p>
<p align="justify">Un altro possibile ostacolo può verificarsi se ci sono stati problemi al momento della nascita del bambino, ad es. la mamma abbia sofferto di psicosi puerperale (depressione post-partum), questo ovviamente altera il rapporto madre/figlio generando in conseguenza un rifiuto e/o difficoltà a separarsene.Il bambino perciò si allontanerà dall&#8217;esplorazione perché riterrà che tutto è pericoloso e quindi nulla può essere fatto se non si è insieme a qualcuno, divenendo perciò insicuro, soprattutto se punito. Potrà sviluppare problemi importanti sul piano relazionale ed anche sul piano affettivo che si porterà dietro riproponendo nella vita adulta le prime esperienze dell&#8217;attaccamento.</p>
<p align="justify">Vediamo un altro fattore che può generare dipendenza: inizialmente il bambino non riesce ancora a parlare, se i genitori però sono ansiosi anticiperanno ciò che vuole dire ostacolando ancora una volta il suo processo di crescita e di autonomia.<br />
Le separazioni dalle figure di riferimento nel primo anno di vita del bambino possono creare problemi, a volte seri. Spesso si può generare confusione tra separazione e perdita e di conseguenza ansia abbandonica, ossia la paura di non rivedere la persona che si è semplicemente allontanata; poi però, se tutto funziona come dovuto, il bambino apprende con l&#8217;esperienza, che la persona in questione non lo ha abbandonato. Un altro possibile fattore: la scuola materna e l&#8217;ansia da separazione.<br />
All&#8217;asilo inizia la fase della socializzazione durante la quale il bambino si accorge di non esserci solo lui, l&#8217;insegnante ad esempio è una figura di riferimento condivisa tra lui ed i suoi compagni&#8230; ed iniziano ad apparire alcuni aspetti caratteristici della personalità del bambino. Quante volte sentiamo dire dai genitori: non voglio stressarlo, oppure, il bambino non va frustrato&#8230; ma questa non è la via migliore per la crescita, il bambino così non svilupperà una tolleranza alla frustrazione, che invece è un elemento determinante per il suo processo di autonomia. Infatti poi all&#8217;età di 18 &#8211; 20 anni sarà il mondo a chiederglielo e lui non sarà in grado di rispondere alle istanze esterne ed i genitori saranno responsabili di aver bloccato il suo processo di sviluppo.Si arriva poi alla scuola elementare che, anno dopo anno, ci trasporta verso un periodo veramente difficile: l&#8217;adolescenza. In questa fase avviene un cambiamento importantissimo per i ragazzi: la pubertà con tutta la rivoluzione che ne consegue, il cambiamento fisico: l&#8217;arrivo delle mestruazioni per le ragazze, il cambiamento di voce nei ragazzi, la crescita dei peli&#8230; tutte cose che portano a confrontarsi con una immagine vissuta come inadeguata.<br />
I distacchi e le separazioni che sono fisiologiche di questo periodo non è detto che debbano necessariamente avvenire per mezzo di rotture, contrasti o rifiuti; possono anche avvenire in modi diversi; il confronto con i coetanei inizia ad avere una grande rilevanza e gli amici posseggono in questa fase un immenso potere.I pari possono ostacolare o bloccare il processo di autonomizzazione.<br />
All&#8217;interno del gruppo iniziano a definirsi i ruoli di amicizia a vedere chi è leader o gregario ad esempio&#8230;, intanto l&#8217;adolescente comincia ad individuarsi e comincia a sviluppare l&#8217;identità personale. E&#8217; questo il momento in cui inizia a strutturarsi l&#8217;immagine di sé.<br />
Bloccare la fase di individuazione significa bloccare il processo di crescita e la capacità di confrontarsi con l&#8217;altro.La soddisfazione immediata di un bisogno personale, che abbiamo visto nel bambino, favorirà poi una incapacità a differire il bisogno stesso ad altro momento e questo è uno dei fattori importantissimi nello sviluppo delle tossicodipendenze.<br />
A volte si instaura un processo dicotomico per categorie contrastanti come: sono buono o cattivo, tutto o nulla, bianco o nero&#8230;che, in alcuni casi, potrebbero condurre alla nevrosi. Il ruolo dei genitori in questa fase è fondamentale.</p>
<p align="justify">Il gruppo dei pari può essere anche una potenziale risorsa ma, in alcuni casi, trasformarsi in un ostacolo a seconda delle sue regole interne.Il ragazzo prova un desiderio di appartenenza e vive in conflitto tra autonomia e dipendenza, molti atti di devianza e di microcriminalità sono interpretabili nell&#8217;adolescenza come una pressante richiesta di attenzione. L&#8217;adolescente ha bisogno della &#8220;base sicura&#8221; dalla quale partire, esplorare, ed alla quale poi poter fare ritorno. In carenza di ciò si sviluppa una assenza di punti di riferimento. Il giovane vuole divertirsi e sperimentare. E&#8217; in questa fase che si sviluppano problemi con l&#8217;immagine che viene fornita loro come modello, e quindi con il proprio corpo, con il proprio peso&#8230;<br />
Una delle forme più forti di dipendenza poi è l&#8217;innamoramento&#8230; che merita un capitolo a parte.Parlando di altre forme di dipendenza, ed entrando così nel campo delle tossicodipendenze, farò riferimento qui di seguito solo ad alcuni tipi di sostanze a titolo di esempio tralasciando molte altre forme di dipendenze vecchie e nuove e non meno pericolose come internet, gioco d&#8217;azzardo, cibo, alcol, nicotina&#8230; Per poter parlare di dipendenza in ambito psicopatologico debbono esistere alcuni requisiti codificati dal DSM4 (manuale diagnostico di tipo sintomatologico che tende a delineare i disturbi per inserirli in un quadro quanto più chiaro possibile e condiviso) come malattia cronica con molte recidive anche a distanza di anni&#8230;<br />
Nella dipendenza ad es. da oppiacei (eroina) vengono stimolati i centri del piacere gli effetti psichici immediati sono il flash o sballo: esplosione di intenso piacere, simile ad un orgasmo sessuale caratterizzato da sensazioni di stordimento e benessere al quale poi seguono, dopo pochi minuti, un rallentamento dell&#8217;attività psichica accompagnato da sedazione, sonnolenza e stordimento il cd. &#8220;entrare in palla&#8221;. Per arrivare ad una diagnosi debbono verificarsi fenomeni di assuefazione, al sopraggiungere dei quali la persona necessita il progressivo aumento di dose della sostanza; e fenomeni di astinenza che compaiono 10 &#8211; 48 ore dopo l&#8217;ultima somministrazione e che dura circa 1 settimana e raggiunge il suo picco dopo 3 o 4 giorni aumentando in pratica la necessità dei recettori oppiacei di assumere la sostanza (si passa con estrema rapidità dal &#8220;devo farmi per provare piacere&#8221; al &#8220;devo farmi per non star male&#8221;). L&#8217;astinenza provoca sintomi devastanti: vomito, tremori, mal di pancia, sudorazione, mal di schiena, movimenti involontari&#8230; sintomi eclatanti. Inoltre essendo un oppiaceo impedisce la produzione personale di endorfine che servono alla sopportazione del dolore. I sintomi dell&#8217;astinenza sono inoltre caratterizzati da una invincibile insonnia. Si arriva ad essere disposti a qualunque cosa per uscirne ed è proprio con l&#8217;astinenza che si instaura l&#8217;escalation della degradazione.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Le diverse sostanze neuro psicotrope possono portare a cambiamenti permanenti della persona. Prendiamo ad esempio l&#8217;eroina, la prima volta come abbiamo detto provoca piacere, è un farmaco anestetizzante al dolore, ci fa sentire forti, fa compiere atti che normalmente non si compierebbero in quanto impermeabilizza dalle emozioni, sia positive che negative. Inizialmente il suo effetto dura 30 minuti &#8211; 1 ora con differenze se fumata iniettata o sniffata. Appena si instaura la dipendenza tutta la giornata è scandita dall&#8217;eroina, tutti i pensieri sono rivolti a lei, la vita diventa impossibile per il dipendente e il più delle volte anche per chi vive al suo fianco.<br />
La cocaina invece, è una sostanza stimolante, come l&#8217;anfetamina, ma che agisce più velocemente, da prontezza di riflessi, fiducia e benessere; può dare dipendenza anche se un po&#8217; meno da un punto di vista organico, non provoca astinenza come gli oppiacei ma da la compulsione. Il bisogno di cocaina rende il controllo impossibile, di qualunque dose sia in possesso la persona, la sniffa e fino alla fine.L&#8217;ascolto, l&#8217;accoglienza ed il riconoscimento funzionano con i tossicodipendenti; è vero che le loro reazioni sono spesso manipolative ma non infruttuose. Porsi nella posizione di dire ti comprendo serve senza dubbio più che tentare l&#8217;imposizione seppure verbale. La droga è invasiva per qualsiasi rapporto, condiziona tutta la giornata e tolto quello non rimane che il nulla.<br />
L&#8217;ecstasy ha degli effetti che iniziano 30 minuti dopo l&#8217;assunzione e durano per qualche ora e sono influenzati da quanta sostanza si assume, da ciò che ci si aspetta dalla sostanza e dalle aspettative di ciascuno, in genere funziona da catalizzatore degli stati d&#8217;animo del soggetto con proprietà introspettive.<br />
Il metadone, anch&#8217;esso un oppiaceo, riduce gli effetti dell&#8217;eroina e per questo viene utilizzato, nei s.e.r.t. per il trattamento della dipendenza da questa sostanza.<br />
Gli acidi (LSD) con allucinazioni e dispercezioni producono un effetto di 4 &#8211; 6 ore per un accesso ai propri contenuti.Non vanno dimenticate tra le sostanze che provocano dipendenza fisica e psicologica alcuni psicofarmaci come le benzodiazepine, rispondono a tutti i principi delle droghe anche se abbassano il livello d&#8217;ansia, sono difficili da scalare, perchè riducendone l&#8217;assunzione riaffiora tutto il mondo, l&#8217;età, i problemi di chi se ne serve. Inoltre possono dare sonnolenza, decadimento delle performance psicointellettiva, difficoltà di coordinazione motoria, minor rendimento nelle attività quotidiane, maggior rischio di infortuni o incidenti, particolarmente in associazione con alcol, nonché l&#8217;accentuazione di problemi epatici.</p>
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		<title>Chi ha diritto al risarcimento dei danni psichici?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 18:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se hai subito un danno per la tua salute a causa di un evento colposo o doloso hai diritto a un risarcimento. Spesso chi subisce un danno alla salute non sempre è consapevole dei propri diritti e rinuncia a massimizzare il giusto risarcimento economico. In particolare questo è vero per chi subisce danni alla propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a title="risarcimento-danni-psichici" href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/06/immagine.jpg"><img src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/06/immagine.thumbnail.jpg" border="0" alt="risarcimento-danni-psichici" width="128" height="163" align="left" /></a><em>Se hai subito un danno per la tua  salute a causa di un evento colposo o doloso hai diritto a un  risarcimento. </em></p>
<p align="justify">Spesso chi subisce un danno  alla salute non sempre è consapevole dei propri diritti e rinuncia a  massimizzare il giusto risarcimento economico.</p>
<p align="justify">In particolare questo è  vero per chi subisce danni alla propria salute  psichica.</p>
<p>Gli  <em>stress ambientali ingiusti</em> cui ognuno di noi può essere sottoposto sono  molteplici e di vario tipo.</p>
<p align="justify">Le conseguenze, in termini di patologia mentale, derivanti  da questo tipo di eventi lesivi sono largamente diffuse e spesso causano intensa  sofferenza e importanti restrizioni alla capacità individuale di essere soggetto  attivo della società, oltre a costituire un serio costo economico e  sociale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tra questi eventi è possibile riconoscere, tra gli altri,  <strong>incidenti stradali</strong>, <em><strong>ferroviari</strong></em>,  <strong>aerei</strong>, <strong>infortuni sul lavoro</strong>, <strong>malattie  professionali</strong>, <strong>condizioni elevate di stress  lavorativo</strong>, acuti <strong>conflitti familiari</strong>, <strong>errori  medici,</strong> <strong>errori giudiziari</strong>, che, agendo come stress  ambientali, possono richiedere alle persone coinvolte un aumento delle  prestazioni affettive e cognitive tali da indurre, in alcune di queste,  l&#8217;insorgere di danni psichici.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La carente gestione delle condizioni di comorbidità tra  disturbi mentali ed eventi lesivi, la scarsità di conoscenze epidemiologiche sui  danni psichici indotti da eventi lesivi nella popolazione, l&#8217;assenza  d&#8217;informazione sui disturbi mentali che possono essere legati a eventi  traumatici, rendono impossibile la realizzazione di interventi di prevenzione e  non contribuiscono certamente a  diffondere una più ampia  solidarietà nei confronti delle persone la cui vita psichica resta segnata da  danni ingiusti.</p>
<p align="justify">Una presa di coscienza dei danni psichici che possono  derivare da eventi come incidenti stradali, infortuni sul lavoro, maltrattamenti  e abusi di ogni genere, consentirebbe l&#8217;elaborazione di disegni d&#8217;intervento  precoce, volti ad accrescere le possibilità di diagnosi e presa in carico  precoce e quindi le possibilità di prognosi favorevole.</p>
<p align="justify">In questo senso la ricerca scientifica resta indietro  rispetto alla giurisprudenza che negli ultimi anni ha compiuto dei progressi  fondamentali in materia di tutela risarcitoria dei danni psichici, in quanto  danni derivanti da eventi lesivi fonte di responsabilità per la legge, aprendo  nuove prospettive di <em>tutela integrata tra psicologi e operatori della  giustizia</em> nell&#8217;ambito più generale della tutela del diritto alla salute  mentale.</p>
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