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	<title>Centro di Psicologia Legale &#187; Carmen Pernicola</title>
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	<description>Avvocati, medici legali e psicologi al tuo servizio.</description>
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		<title>Il nostro NO ai medici-spia</title>
		<link>http://www.psicologialegale.it/il-nostro-no-ai-medici-spia/2009/02/05/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 11:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli Immigrati]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="medici-spia" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2009/02/immagine.jpg" alt="" /></p>
<p>Il Senato ignora l&#8217;allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche e approva, poche ore fa, il vergognoso emendamento della Lega al ddl Sicurezza che sopprime la norma che vietava ai medici di segnalare gli immigrati irregolari che chiedono assistenza al Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>L&#8217;emendamento sopprime il comma 5 dell&#8217;articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell&#8217;immigrazione, che recita: &#8220;L&#8217;accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all&#8217;autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano&#8221;.<span id="more-1033"></span><br />
L&#8217;abrogazione del comma 5 lascia apre alla  possibilità concreta per l&#8217;immigrato irregolare di essere segnalato e/o denunciato da parte del personale sanitario contestualmente all&#8217;erogazione della prestazione sanitaria richiesta. Tale rischio non farà altro che accrescere paura e diffidenza  nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, inducendolo a non ricorrere al Servizio Sanitario Nazionale e, di conseguenza, a ricercare pericolose soluzioni alternative.</p>
<p>&#8220;Siamo sconcertati per la scelta del Senato di aver consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile&#8221;, ha dichiarato Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia. &#8220;Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione&#8221;.<br />
La norma è presente nel nostro ordinamento fin dal 1995, attraverso l&#8217;art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95. Il razionale della norma non è soltanto quello di fornire aiuto e cura agli immigrati irregolari, ma anche quella di dare piena attuazione all&#8217;art. 32 della Costituzione, secondo cui la salute è un diritto della persona tutelato dalle istituzioni, senza limitazioni di alcuna natura.<br />
Ci opponiamo con forza a questo emendamento e in generale al vergognoso disegno di legge Sicurezza, che prevede, tra l&#8217;altro, il pagamento di una tassa da parte degli immigrati che chiedono  il permesso di soggiorno e la legalizzazione delle cosiddette “ronde padane”, con l&#8217;auspicio che le tante voce infinitamente più autorevoli della nostra, che si levano da tempo dalle diverse comunità professionali e dalla società civile non restino inascoltate e inducano la Camera dei Deputati a rivedere la posizione già assunta dal Senato sul comma 5 dell&#8217;articolo 35 del Testo unico di disciplina dell&#8217;immigrazione.</p>
<p>Carmen Pernicola</p>
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		<title>Proposta di metodologia valutativa del danno esistenziale in relazione alla qualità della vita e al benessere psicologico individuale</title>
		<link>http://www.psicologialegale.it/valutazione-danno-esistenziale/2008/11/03/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 09:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risarcimento Danni]]></category>
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		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Carmen Pernicola Il presente lavoro ha come obiettivo quello di proporre agli psicologi legali e agli avvocati una metodologia valutativa del danno esistenziale che tenga conto delle più moderne teorie psico-sociologiche sulla qualità della vita e del benessere psicologico individuale. La metodologia proposta è in fase di studio e di sperimentazione, pertanto saranno molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/11/immagine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-784" title="danno esistenziale" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/11/immagine.jpg" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p>di Carmen Pernicola</p>
<p>Il presente lavoro ha come obiettivo quello di proporre agli psicologi legali e agli avvocati una metodologia valutativa del danno esistenziale che tenga conto delle più moderne teorie psico-sociologiche sulla qualità della vita e del benessere psicologico individuale.</p>
<p>La metodologia proposta è in fase di studio e di sperimentazione, pertanto saranno molto graditi contributi e osservazioni finalizzati a migliorarla e integrarla.<span id="more-779"></span></p>
<p>Le Sezioni Unite della Cassazione hanno definito in maniera chiara, nella pronuncia del 24 marzo 2006 (Cass., Sex. U., 24 marzo 2006, n. 6572), la nozione di danno esistenziale come pregiudizio che incide «sul fare areddituale del soggetto, alterando le sue abitudini di vita e gli assetti relazionali che gli erano propri, sconvolgendo la sua quotidianità e privandolo di occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità nel mondo esterno».</p>
<p>La pronuncia ha distinto, inoltre, con chiarezza, il danno esistenziale dal danno morale affermando che &#8220;Il danno esistenziale si fonda sulla natura non meramente emotiva ed interiore (propria del cosiddetto danno morale), ma oggettivamente accertabile del pregiudizio, attraverso la prova di scelte di vita diverse da quelle che si sarebbero adottate se non si fosse verificato l&#8217;evento dannoso».</p>
<p>La stessa pronuncia chiarisce che il danno esistenziale «necessità imprescindibilmente di precise indicazioni che solo il soggetto danneggiato può fornire, indicando le circostanze comprovanti l&#8217;alterazione delle sue abitudini di vita» e che «se è vero che la stessa categoria del danno esistenziale si fonda sulla natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile, del pregiudizio esistenziale&#8230; all&#8217;onere probatorio può assolversi attraverso tutti i mezzi che l&#8217;ordinamento processuale pone a disposizione: dal deposito di documentazione alla prova testimoniale su tali circostanze di congiunti e colleghi di lavoro».</p>
<p>E&#8217; così che allora la valutazione da parte di uno psicologo del danno esistenziale assume valore di testimonianza atta a dimostrare il concreto cambiamento che l&#8217;evento illecito ha prodotto in termini peggiorativi sulla qualità di vita e sul benessere psicologico del soggetto leso.</p>
<p>Tutti i fattori che concorrono a determinare la definizione giurisprudenziale di danno esistenziale     (riduzione o perdita della capacità di produrre reddito, cambiamenti negativi nelle proprie abitudini di vita e nelle relazioni interpersonali, alterazione della quotidianità, perdita di possibilità rispetto all&#8217;espressione e alla realizzazione di sé nel proprio mondo) rimandano, infatti, al concetto di qualità della vita e di benessere psicologico individuale.</p>
<p>Sebbene ancora oggi in letteratura non sia stata individuata una definizione univoca di qualità  della vita è sufficiente considerare alcune delle definizioni proposte dai principali studiosi dell&#8217;argomento per notare come gli elementi che configurano il danno esistenziale sono al tempo stesso elementi che concorrono alla definizione del concetto di qualità della vita.</p>
<p>La definizione di qualità della vita, ad esempio, di Sartorius, che riprende quella della WHO, come &#8220;percezione degli individui della propria posizione nella vita in relazione ai propri obiettivi e al sistema di valori che essi hanno accettato e incorporato nel prendere le loro decisioni rimanda alla possibilità di &#8220;occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità nel mondo esterno&#8221; citate nella definizione del danno esistenziale da parte della Cassazione.<br />
Così la definizione di qualità della vita da Glatzer (1991), come costellazione individuale di componenti oggettive e soggettive del benessere, richiama la possibilità non solo di riconoscere un eventuale peggioramento della qualità della vita, riconducibile a un eventuale danno esistenziale, in termini di percezione soggettiva del benessere personale, ma anche in termini di perdita di elementi oggettivi accertabili.</p>
<p>Riferire la valutazione del danno esistenziale alla misurazione di un eventuale peggioramento nella qualità della vita e del benessere psicologico ci consente di avere a disposizione numerosi indicatori e strumenti pubblicati in letteratura e validati.</p>
<p>Per la misurazione della qualità della vita, infatti, oggi la letteratura indica due principali ordini di indicatori: quelli soggettivi e quelli oggettivi.</p>
<p><strong>Indicatori soggettivi</strong></p>
<p>Gli indicatori soggettivi si riferiscono alla percezione e alla valutazione che il soggetto ha della propria vita individuale e collettiva nelle diverse aree, cioè della personale soddisfazione per la propria vita. Gli indicatori soggettivi maggiormente citati in letteratura sono:</p>
<ul>
<li>percezione del proprio benessere psicologico e del proprio funzionamento fisico e sociale (uso adeguato delle opportunità offerte dalla società)</li>
<li>percezione soggettiva individuale della propria esistenza</li>
<li>soddisfacimento delle proprie aspirazioni</li>
<li>autovalutazione della propria realizzazione nel contesto del proprio sistema di valori e nelle varie aree della vita (famiglia, lavoro, amicizia, sessualità, pensionamento, salute)</li>
<li>stima globale di sé.</li>
</ul>
<p><strong>Indicatori oggettivi</strong></p>
<p>Gli indicatori oggettivi si riferiscono agli aspetti materiali della vita nelle sue diverse aree (lavoro, famiglia, luogo di vita, relazioni sociali, ecc.) Gli indicatori oggettivi maggiormente citati in letteratura sono:</p>
<ul>
<li>abitazione</li>
<li>lavoro</li>
<li>livello economico</li>
<li>reddito</li>
<li>tempo libero e sua organizzazione</li>
<li>ambiente fisico, ecologico,</li>
<li>rete di relazioni sociali e culturali</li>
<li>istruzione e sistema educativo</li>
<li>livello di salute ed efficacia dei servizi sociali e sanitari</li>
<li>sicurezza sociale</li>
<li>provvedimenti per evitare disuguaglianze verso i membri più deboli della società</li>
<li>interventi per tutelare pensionati, disoccupati, bambini minorati fisici e psichici</li>
<li>rispetto delle minoranze e dei diritti umani in generale</li>
<li>grado di libertà, giustizia, democrazia di un Paese</li>
</ul>
<p><strong>Utilizzo degli indicatori nella valutazione del danno esistenziale</strong></p>
<p>La proposta metodologica riguarda la possibilità di riferirsi nella valutazione del danno esistenziale alla presenza di modificazioni peggiorative di uno o più degli indicatori descritti (ad es. perdita della casa, del lavoro, abbassamento del livello economico, inquinamento dell&#8217;ambiente in cui il soggetto vive, discriminazioni, perdita della libertà) che sono considerati significativi nella misurazione del livello di qualità della vita e di benessere dell&#8217;individuo.</p>
<p>E&#8217; utile, in questo genere di valutazione, servirsi di un approccio multidimensionale. Per esempio nella valutazione di un danno esistenziale conseguente a una perdita in termini di salute (ad es. per danni da emotrasfusione, da vaccini, colpa medica) l&#8217;uso di numerosi indicatori soggettivi permette di dare importanza a ciascuna dimensione della perdita esistenziale in funzione della diagnosi, del trattamento, dell&#8217;età del paziente, dello stadio della malattia e di vari altri fattori.</p>
<p>Riadattando i fattori individuati da Cella e Tulsky (1990) in riferimento alle ricerche oncologiche si può ad esempio riferirsi, nella valutazione di un danno esistenziale conseguente a una lesione della salute a:</p>
<ul>
<li>insorgenza di preoccupazioni fisiche (sintomi e dolore)</li>
<li>perdita di abilità funzionali</li>
<li>perdita di benessere familiare</li>
<li>perdita di benessere emotivo</li>
<li>insoddisfazione per il trattamento (incluse le preoccupazioni finanziarie)</li>
<li>insorgenza di problematiche nell&#8217;area della sessualità e dell&#8217;intimità</li>
<li>riduzione del funzionamento sociale abituale</li>
<li>riduzione del funzionamento lavorativo abituale</li>
<li>perdita di spiritualità</li>
</ul>
<p>Questo approccio multidimensionale nella valutazione del danno esistenziale sembra, infatti, preferibile a quello globale per la quantità di informazioni che può fornire.<br />
Tuttavia necessità di sintesi possono richiedere una valutazione globale, che però dovrebbe sempre poter essere ricondotta agli indicatori che hanno contribuito a formarla.<br />
Gli indicatori variano, ovviamente, a seconda del tipo di evento lesivo e di danno</p>
<p>Il processo operativo attraverso il quale può essere effettuata un&#8217;azione di misurazione di perdita della qualità della vita e di benessere psicologico in relazione all&#8217;evento lesivo può essere rappresentato secondo il seguente modello:</p>
<ol>
<li>analisi del peggioramento delle condizioni di vita del soggetto in relazione agli indicatori oggettivi (ad es. perdita della propria casa, perdita del lavoro, divorzio, trasferimento forzato con conseguente cambiamento di abitudini, inquinamento ambientale)</li>
<li>analisi del peggioramento della percezione che il soggetto ha della propria qualità della vita e del proprio benessere, in relazione agli indicatori soggettivi (ad es. perdita di possibilità rispetto alla realizzazione delle proprie aspirazioni, calo dell&#8217;autostima, peggioramento della visione che il soggetto ha del proprio futuro e delle proprie aspettative).</li>
</ol>
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		<title>La richiesta di risarcimento danni</title>
		<link>http://www.psicologialegale.it/la-richiesta-di-risarcimento-danni/2008/08/26/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 13:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la responsabilità del sinistro non è tua o se ritieni ravvisabile almeno un concorso di colpa,  la richiesta di risarcimento va presentata alla tua Compagnia Assicurativa, preferibilmente insieme alla denuncia, sia nel caso l’incidente rientri nella tipologia prevista dall’Indennizzo Diretto, sia che non rientri. In caso di soli danni a cose nella richiesta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/modulo-blu-o-cai.jpg"><img class="size-medium wp-image-425 alignleft" title="modulo-blu-o-cai" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/08/modulo-blu-o-cai.jpg" alt="" width="113" height="166" /></a>Se la responsabilità del sinistro non è tua o se ritieni ravvisabile almeno un concorso di colpa,  la richiesta di risarcimento va presentata alla tua Compagnia Assicurativa, preferibilmente insieme alla denuncia, sia nel caso l’incidente rientri nella tipologia prevista dall’Indennizzo Diretto, sia che non rientri.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di soli danni a cose nella richiesta di risarcimento occorre inserire le stesse informazioni richieste dal <strong>Modulo Blu</strong>, insieme al codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di <strong>lesioni personali del Conducente</strong> nella richiesta di risarcimento occorre comprendere ulteriori informazioni e documentazioni varie, tra cui la data di nascita e l&#8217;attività lavorativa del danneggiato, il reddito del danneggiato comprovato da idonea documentazione fiscale, la documentazione medica attestante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, l’eventuale consulenza medico-legale di parte corredata dall’indicazione del compenso del professionista, la dichiarazione, ai sensi dell’art.142 del Codice delle Assicurazioni, di aver o di non aver diritto a prestazioni da parte di Enti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono essere risarciti direttamente i seguenti danni:</p>
<p style="text-align: justify;">- Danni al veicolo (senza limite di valore e compresi quelli connessi all’utilizzo del veicolo stesso, come ad esempio fermo tecnico e/o traino);<br />
- Danni alle cose trasportate del proprietario del veicolo e del conducente (senza limiti di valore);<br />
- Lesioni di lieve entità al conducente (ovvero inferiori o pari al 9% di Invalidità Permanente) &#8211; Danno patrimoniale</p>
<p style="text-align: justify;">- Danno biologico temporaneo/permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tuo assicuratore è obbligato a formulare offerta di risarcimento <strong>entro 60 giorni</strong> dal pervenimento della richiesta per i danni alle cose o al veicolo ed <strong>entro 90 giorni</strong> per i danni alla persona.<br />
Il termine di 60 giorni si riduce a <strong>30 giorni</strong> se tu e il conducente dell’altro veicolo avete sottoscritto congiuntamente il modulo di constatazione amichevole (C.A.I.).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di <strong>danni al passeggero</strong>, il danneggiato è tenuto a presentare la richiesta di risarcimento alla Compagnia Assicurativa che assicura il veicolo sul quale si trovava al momento del sinistro, per poter ottenere il risarcimento indipendentemente dalla responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti e nei limiti del massimale minimo di legge.<br />
Per il risarcimento di <strong>danni superiori ai limiti dei massimali minimi di legge</strong>, bisogna rivolgersi alla Compagnia Assicurativa del responsabile, ma solo a condizione che la copertura prestata dalla stessa sia superiore al massimale minimo di legge.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff6600;">Per richiedere una Consulenza medico-legale o una Consulenza Legale e per fissare un appuntamento puoi inviare una email all’indirizzo <span style="color: #ff6600;"><a title="Richiedi info o Servizio" href="mailto:info@psicologialegale.it" target="_blank">info@psicologialegale.it</a></span> o chiamare il numero </span></strong><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"><span id="__skype_highlight_id_left" class="skype_tb_injection_left" title="Skype actions" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1);" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0);"><span id="__skype_highlight_id_left_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_l.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 7px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_l.gif" alt="" height="11" /></span><span id="__skype_highlight_id_left_img" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_flag" style="padding: 0px 1px 1px 0px; width: 16px; top: 0px; left: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/famfamfam/it.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_arrow" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/arrow.gif" alt="" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /></span></span><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><span id="__skype_highlight_id_right" class="skype_tb_injection_right" title="Call this phone number in Italy with Skype: +39067809928" onmouseover="SkypeSetCallButtonPart(this, 1)" onmouseout="SkypeSetCallButtonPart(this, 0)"><span id="__skype_highlight_id_innerText" class="skype_tb_innerText" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_m.gif);"><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="skype_tb_img_space" style="margin: 0px; padding: 0px; height: 1px; width: 1px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/space.gif" alt="" width="1" height="1" />06/7809928</span><span id="__skype_highlight_id_right_adge" class="skype_tb_injection_left_img" style="background-image: url(chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_normal_r.gif);"><img class="skype_tb_img_adge" style="height: 11px; width: 19px;" src="chrome://skype_ff_toolbar_win/content/cb_transparent_r.gif" alt="" height="11" /></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="__skype_highlight_id" class="skype_tb_injection" onmousedown="SkypeSetCallButtonPressed(this, 1,0,0)" onmouseup="SkypeSetCallButtonPressed(this, 0,0,0)" onmouseover="SkypeSetCallButton(this, 1,0,0);skype_active=SkypeCheckCallButton(this);" onmouseout="SkypeSetCallButton(this, 0,0,0);HideSkypeMenu();"></span></p>
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		<title>Quantificazione del danno biologico psichico.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 23:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nostri consulenti per stabilire in che misura possa essere quantificata una menomazione permanente (cronica) all&#8217;integrità psichica (danno biologico psichico), nell’ambito del risarcimento del danno alla salute in responsabilità civile, utilizzano le tabelle delle menomazioni psichiche redatte dalla dott.ssa Pernicola e pubblicate in &#8220;Guida alla valutazione del danno biologico di natura psichico. Criteri, esempi, tabelle&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/risarcimento.jpg" title="risarcimento.jpg"><img src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2008/07/risarcimento.thumbnail.jpg" alt="risarcimento.jpg" /></a>I nostri consulenti <span>per stabilire in che misura possa essere quantificata una menomazione permanente (cronica) all&#8217;integrità psichica (danno biologico psichico), nell’ambito del risarcimento del danno alla salute in responsabilità civile, </span>utilizzano le tabelle delle menomazioni psichiche redatte dalla dott.ssa Pernicola e pubblicate in &#8220;Guida alla valutazione del danno biologico di natura psichico. Criteri, esempi, tabelle&#8221;, Franco Angeli, 2008.</p>
<p align="justify"> Tali tabelle forniscono percentuali di riferimento per valutare l&#8217;incidenza delle patologie psichiche descritte dal DSM-IV R sul funzionamento globale della persona (psicologico, sociale, lavorativo) sottoposta a valutazione.<br />
L&#8217;utilizzo di tali tabelle, che affianca e non sostituisce, in alcun modo, l&#8217;esame clinico approfondito, è  utile nella determinazione dell&#8217;incidenza della patologia psichica rilevata sulla &#8220;validità&#8221; totale del soggetto valutato.<br />
Infatti, la quantificazione della percentuale d’invalidità, legata a un sistema diagnostico stabilito, ne accresce il valore e l’attendibilità, e agevola la comprensione da parte dei giudici del modo in cui l&#8217;eventuale patologia psichica osservata incide sul funzionamento totale dell&#8217;individuo e quindi sulla sua &#8220;validità&#8221;.</p>
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