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	<title>Centro di Psicologia Legale &#187; cervello</title>
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	<description>Avvocati, medici legali e psicologi al tuo servizio.</description>
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		<title>La malattia di Alzheimer: perdere i ricordi è perdere sé stessi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 13:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Carmen Pernicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli Anziani]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-968" title="malattia di Alzheimer" src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine1.jpg" alt="" width="400" height="200" /></a></p>
<p>Ogni mattino Carlo si scopre innamorato della stessa donna, Elena, e la corteggia timidamente sebbene lei sia già sua moglie e lui non lo ricordi.<br />
E&#8217; la trama del cortometraggio &#8220;Ogni Giorno&#8221; con Stefania Sandrelli e Carlo delle Piane, realizzato da SKY Cinema e Nuvola Film con il sostegno della Federazione Alzheimer Italia, che narra con delicatezza un&#8217;esperienza drammatica come la malattia di Alzheimer, che colpisce la memoria, e che cancella i ricordi di una vita.</p>
<p>La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più diffusa nei paesi industrializzati. In Italia colpisce circa 600.000 persone e si calcola che nei prossimi vent&#8217;anni questa cifra raddoppierà.<br />
Si tratta di una forma di demenza progressiva, dovuta a un processo degenerativo a carico di numerose cellule nervose della corteccia cerebrale e di altre aree del cervello.<br />
Prende il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che nel 1906 osservò alcuni cambiamenti nei tessuti cerebrali di una donna morta a causa di un’insolita malattia mentale.<span id="more-967"></span></p>
<p>Il Dr. Alzheimer trovò gruppi anomali e fasci aggrovigliati di fibre nervose. Gli agglomerati sono oggi definiti placche amiloidi e i fasci di fibre aggrovigliate sono detti viluppi neuro-fibrillari.<br />
La spiegazione corrente dei meccanismi della malattia di Alzheimer è quella della distruzione dei neuroni, soprattutto in alcune aree cerebrali, a causa di queste due formazioni patologiche: le placche contenenti la proteina beta-amiloide e i grovigli neuro fibrillari contenenti la proteina tau, due sostanze presenti fisiologicamente nel cervello.</p>
<p>Gli scienziati hanno poi individuato altri cambiamenti nel cervello delle persone vittime di Alzheimer: una perdita di cellule e di vie nervose nelle aree del cervello vitali per la memoria e per altre abilità mentali e anche un abbassamento dei livelli di alcune sostanze chimiche presenti nel cervello che mediano la comunicazione di messaggi complessi tra le cellule nervose.<br />
Uno dei primi sintomi dell&#8217;Alzheimer è costituito dalla perdita di memoria, inizialmente lieve e col tempo sempre più estesa, soprattutto per quel che riguarda la memoria a breve termine. Altri sintomi sono:</p>
<ul>
<li>disorientamento,</li>
<li>perdita della capacità di attenzione e di orientamento,</li>
<li>difficoltà nel calcolo,</li>
<li>ansia,</li>
<li>depressione,</li>
<li>disturbi di personalità.</li>
</ul>
<p>Da una ricerca, condotta da Rocca et al. del Mayo Clinic College of Medicine di Rochester, Usa su circa quattromila parenti di primo grado di persone con Parkinson, è risultato che nei familiari di malati di Parkinson il rischio di declino cognitivo o di Alzheimer cresce del 37%.<br />
Tale rischio aumenta fino al 73% nei parenti dei soggetti che sviluppano il Parkinson prima dei 66 anni.<br />
Secondo gli autori dello studio, che è stato pubblicato su “Archives of Neurology”, i risultati suggeriscono l’esistenza di una serie di fattori di rischio comuni ad Alzheimer e Parkinson, forse anche di tipo genetico.<br />
A oggi per la cura della malattia d’Alzheimer non ci sono farmaci che possono portare a completa guarigione, ma esistono farmaci che possono rallentarne la progressione e ridurre alcuni sintomi come, ad esempio, l’aggressività, l’ansia, deliri ed allucinazioni, depressione, disturbi del sonno.</p>
<p>Forse in futuro un esame del sangue riuscirà a individuare il declino cognitivo in arrivo. Gli scienziati ci stanno lavorando in tutto il mondo.<br />
Negli Usa, ricercatori dell’Università di Stanford, California, hanno messo a punto un test, pubblicato a ottobre su “Nature Medicine”, che riconosce, nove volte su dieci, i malati di Alzheimer.<br />
Gli scienziati hanno scoperto che nel sangue di chi è destinato all’Alzheimer sono presenti, anche nelle primissime fasi della malattia, dosi caratteristiche di 18 proteine che servono a far comunicare le cellule fra loro.</p>
<p>Nonostante sia di indubbio interesse, questo studio richiede di essere confermato.<br />
In Italia, uno studio, apparso ad agosto su “Molecular Psychiatry”, ha proposto un nuovo marcatore della malattia di Alzheimer, misurabile nel sangue mediante un piccolo prelievo.<br />
I dati mostrano anche una correlazione positiva del parametro con l’età, osservazione che suggerisce come la maggiore utilità del marcatore riguardi i pazienti fino a 75 anni di età.<br />
Il risultato è frutto di una collaborazione tra due gruppi italiani delle Università di Pavia (coordinato da Stefano Govoni del Dipartimento di Farmacologia) e di Brescia (Maurizio Memo del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie) e di un progetto di ricerca realizzato con i fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca.<br />
Si tratta di esami che, per il momento, sono da utilizzare unicamente in ambito di ricerca e non nella pratica clinica.</p>
<p>Di grande importanza è l&#8217;assistenza fisica e psichica al malato, che non sempre può essere garantita dai suoi familiari e in alcuni casi va affidata a figure professionali specializzate.<br />
La malattia, infatti, ha un forte impatto sociale della malattia e porta con sé la crescente necessità di supportare le famiglie coinvolte nel loro compito assistenziale, con interventi socio-sanitari ancora oggi molto scarsi.</p>
<p><strong>Richiedi una consulenza per la tutela dei diritti della persona anziana in strutture ospedaliere e residenziali, per interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno, capacità di testamento, danno biologico psichico. Invia una mail a <a href="mailto:info@psicologialegale.it">info@psicologialegale.it</a></strong></p>
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