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	<title>Centro di Psicologia Legale &#187; fobie</title>
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	<description>Avvocati, medici legali e psicologi al tuo servizio.</description>
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		<title>Fobie, attacchi di panico: combatterli è possibile.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Loretta Cavazzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni di psicologia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="Fobie, attacchi di panico: combatterli è possibile." src="http://www.psicologialegale.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine9.jpg" alt="" width="400" height="196" /></p>
<p>La fobia specifica, conosciuta in precedenza come fobia semplice, è definita attraverso il seguente set di criteri diagnostici (DSM-IV): paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall&#8217;attesa di un oggetto o situazione specifici (es volare, altezza, animali, ricevere un&#8217;iniezione, vedere sangue).<br />
Punto centrale della questione a mio avviso non è tanto mettere a fuoco e capire cosa abbia originato tale paura, quanto comprendere ciò &#8211; che nel presente &#8211; ne favorisce il suo mantenimento, o  quali comportamenti, azioni e pensieri  ne sono alla base, indipendentemente da ciò che l&#8217;ha generata inizialmente.<br />
La persona che ha una fobia specifica a volte crede che la sua paura sia assurda, infondata e spesso  prova vergogna a sentirsi così.<span id="more-1022"></span></p>
<p>La reazione che si determina è quindi una reazione a catena che può iniziare con l&#8217;insorgere di    pensieri pessimistici dai quali poi scaturiscono sensazioni di impotenza fino a veri e propri stati depressivi. Processo che generalmente si verifica nel momento in cui ogni tentativo di curare autonomamente la propria paura, o di sopportare l&#8217;ansia che deriva non va a buon fine. Si crea in questo modo un circolo vizioso che alimenta piuttosto che fornire soluzioni al problema.</p>
<p>Tale meccanismo disfunzionale porta la persona a soffrire in anticipo dell&#8217;ansia relativa all&#8217;oggetto della fobia e si definisce appunto ansia anticipatoria che potremmo definire ancora meglio come  paura della paura. Da tale situazione spesso la persona tenta di liberarsi evitando l&#8217;oggetto o la situazione che le producono ansia o crisi di panico propriamente dette e descritte, da chi le soffre come una crisi isterica, nervosa &#8230;Ma non essendo evitabili con facilità tutti gli stimoli: oggetti o situazioni, che conducono alle fobie, la persona si sente spesso in imbarazzo evitando così anche le relazioni sociali e/o limitando le proprie attività (accade spesso, quando le fobie sono legate a situazioni, a luoghi, persone o mezzi di trasporto).</p>
<p>La richiesta, da parte di chi soffre di questi disagi, dell&#8217;intervento di uno psicologo a volte è bloccato a causa dell&#8217;imbarazzo che provano anche solo al pensiero che il loro problema sia ritenuto assurdo; altri pazienti pensano che lo psicologo non possa realmente aiutarli ma, attualmente, il trattamento psicologico è il mezzo più efficace, più breve e soprattutto non richiedente l&#8217;intervento farmacologico per la risoluzione di quasi tutte le forme fobiche e fobiche-ossessive.</p>
<p>La maggior parte delle persone che soffrono di forme fobiche non presentano una sola fobia “monofobia” ma più fobie contemporaneamente  e spesso un forte stato di ansia in molte situazioni che potrebbero rivelarsi imbarazzanti. Anche in questo caso, come spesso accade per le situazioni d&#8217;ansia, sono molte le persone fanno uso di ansiolitici. Chi invece ne ha paura finisce per credere  che la cura del suo problema sia impossibile.</p>
<p>Lo staff di Psicologia Legale &#8211; contattabile per eventuali consulenze inviando una e.m. all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@psicologialegale.it">info@psicologialegale.it</a> o chiamando il numero 067809928 &#8211; non utilizza metodologie di esposizione allo stimolo fobico per la terapia di questi disturbi, ma tecniche di comunicazione che mirano ad interrompere il circolo vizioso disfunzionale. Si chiede infatti l&#8217;aiuto del paziente stesso in fase preliminare per valutare il problema e successivamente per risolverlo.<br />
L&#8217;obiettivo è la risoluzione delle fobie in tempi possibilmente brevi associata ad un incremento del senso di volizione ed il recupero della serenità nell&#8217;affrontare le situazioni alle quali   quotidianamente la vita ci espone.</p>
<p><strong>Loretta Cavazzini</strong></p>
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